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IRRIGAZIONE: LA PROGETTAZIONE DEGLI IMPIANTI

Gli impianti di irrigazione a dosaggio variabile dei campi sperimentali sono stati progettati e realizzati durante il primo anno di NUTRIPRECISO. Come si è proceduto? Nell’articolo il caso pratico di quanto fatto per il vigneto. Lo stesso procedimento è stato effettuato anche per pomodoro e pero, le altre due colture di riferimento.

1. DEFINIZIONE DELLE ZONE OMOGENEE

La prima operazione effettuata è stata l’indagine della variabilità dei suoli a scala di campo. Attraverso l’utilizzo di un sensore a induzione elettromagnetica (EMI) trainato da un quad è stata quindi misuratala resistività elettrica del suolo, una grandezza correlabile a diverse proprietà dei suoli (contenuto di sabbia, limo e argilla; ritenzione idrica; sostanza organica; azoto…) che ha permesso di individuare delle zone omogenee.   

Sensore EMI

In ciascuna di queste zone è stato quindi aperto un profilo pedologico da cui sono stati prelevati campioni indisturbati di suolo a diversa profondità. Questi, una volta analizzati in laboratorio, hanno permesso di determinare per ciascun orizzonte tessitura e contenuto d’acqua disponibile (AD) per la coltura.

Mappa delle zone omogenee, con la stella sono contrassegnati i punti dei prelievi di campioni di suolo

2. PROGETTAZIONE DI UN IMPIANTO DI IRRIGAZIONE A DOSAGGIO VARIABILE

A questo punto, sulla base delle caratteristiche tessiturali ed idrologiche di ciascun suolo, i campi sono stati suddivisi in tre diversi settori per ognuno dei quali l’impianto irriguo a goccia viene progettato e gestito in modo indipendente. 
Per ciascun settore sono state installate sonde per la misura dell’umidità del suolo a due profondità.

Sonde per la misura dell’umidità nel suolo